Qual è la differenza tra ghisa e acciaio?

Qual è la differenza tra ghisa e acciaio?

Ghisa e acciaio sono due leghe metalliche ampiamente utilizzate nell’industria.

Entrambe sono composte principalmente da ferro e carbonio, ma differiscono per composizione, struttura e comportamento meccanico.

La principale differenza tra acciaio e ghisa riguarda la quantità di carbonio presente nella lega.
Generalmente, l’acciaio contiene meno del 2% di carbonio, mentre nella ghisa la percentuale è normalmente superiore e può arrivare indicativamente fino al 4%. Questa differenza influenza proprietà fondamentali come durezza, duttilità, resistenza agli urti, lavorabilità e saldabilità.

Non esiste, tuttavia, un unico tipo di acciaio o di ghisa. Entrambe le categorie comprendono numerose leghe, sviluppate per rispondere a specifiche esigenze produttive e applicative.

Componenti metallici incandescenti trasportati su un nastro in un impianto industrialeComponenti metallici incandescenti trasportati su un nastro in un impianto industriale
Tubo in acciaio incandescente durante il processo di laminazione a caldo in un impianto industrialeTubo in acciaio incandescente durante il processo di laminazione a caldo in un impianto industriale

Che cos’è l’acciaio?

L’acciaio è una lega composta principalmente da ferro e da una percentuale di carbonio generalmente inferiore al 2%. 
Alla lega possono essere aggiunti altri elementi, come cromo, nichel, manganese, molibdeno o silicio, per modificarne le caratteristiche.

In base alle esigenze si possono formulare acciai differenti, cambiando la composizione chimica e i trattamenti termici. Alcuni sono progettati per offrire elevata resistenza meccanica, altri per essere facilmente saldati, deformati o lavorati alle macchine utensili.

Un esempio sono gli acciai inossidabili che, grazie alla presenza di una quantità adeguata di cromo, sviluppano uno strato superficiale passivo che aumenta la resistenza alla corrosione. Questo non significa che siano completamente immuni alla corrosione, ma che possono offrire prestazioni migliori rispetto ai comuni acciai al carbonio.

Grazie alla sua versatilità, l’acciaio viene utilizzato in innumerevoli settori industriali. 

Che cos’è la ghisa?

La ghisa è una famiglia di leghe ferro-carbonio caratterizzata da un contenuto di carbonio generalmente superiore a quello dell’acciaio. Contiene normalmente anche silicio, oltre a quantità variabili di altri elementi.

La maggiore presenza di carbonio riduce la temperatura di fusione e migliora la fluidità del metallo allo stato liquido.
Per questo motivo la ghisa può essere colata con facilità all’interno di stampi anche complessi, permettendo la produzione di componenti con geometrie articolate.

Le proprietà della ghisa dipendono fortemente dalla forma assunta dal carbonio all’interno della microstruttura. Non tutte le ghise sono quindi uguali.

Le principali tipologie comprendono:

  • ghisa grigia, nella quale la grafite è presente sotto forma di lamelle;
  • ghisa sferoidale, caratterizzata da noduli di grafite e da una maggiore duttilità;
  • ghisa bianca, nella quale il carbonio è prevalentemente legato sotto forma di carburi;
  • ghisa malleabile, ottenuta attraverso trattamenti termici specifici.
Colata di metallo fuso in uno stampo durante il processo di fonderia industrialeColata di metallo fuso in uno stampo durante il processo di fonderia industriale
Confronto tra acciaio e ghisa per composizione, duttilità, resistenza, usura, colabilità, saldabilità e applicazioniConfronto tra acciaio e ghisa per composizione, duttilità, resistenza, usura, colabilità, saldabilità e applicazioni

Differenze tecniche e di utilizzo tra acciaio e ghisa

Sebbene entrambi derivino principalmente da ferro e carbonio, acciaio e ghisa presentano comportamenti diversi durante la produzione, la lavorazione e l’utilizzo.

Contenuto di carbonio: tra duttilità e resistenza

Una delle principali differenze tra acciaio e ghisa riguarda il contenuto di carbonio e il modo in cui questo elemento si distribuisce nella struttura del materiale. L’acciaio contiene generalmente una percentuale di carbonio inferiore rispetto alla ghisa. Un aspetto da considerare è che, entro determinati limiti, un maggiore contenuto di carbonio può aumentare durezza e resistenza meccanica, ma tende anche a ridurre duttilità, saldabilità e capacità di deformazione.

Per questa ragione, l’acciaio è generalmente più duttile e resistente agli urti: prima di rompersi può subire deformazioni significative, caratteristica che lo rende adatto alla realizzazione di strutture e componenti sottoposti a carichi variabili, vibrazioni o sollecitazioni dinamiche.

Molte tipologie di ghisa presentano, invece, una duttilità inferiore e possono arrivare a rottura senza mostrare deformazioni evidenti. Le loro proprietà dipendono non soltanto dalla quantità di carbonio presente, ma soprattutto dalla forma e dalla distribuzione con cui il carbonio si dispone nella microstruttura. 

La ghisa sferoidale, infatti, rappresenta un’importante eccezione: grazie alla grafite disposta in noduli, può offrire maggiore duttilità e proprietà meccaniche più vicine a quelle di alcuni acciai, pur mantenendo caratteristiche tipiche delle ghise.

Durezza e resistenza all’usura

Non è corretto affermare in senso assoluto che la ghisa sia più dura dell’acciaio. La durezza dipende dal tipo di lega, dalla microstruttura e dai trattamenti termici.

Ad esempio, una ghisa bianca ricca di carburi può essere estremamente dura e resistente all’abrasione. Allo stesso tempo, un acciaio temprato può raggiungere valori di durezza molto superiori a quelli di una comune ghisa grigia.

Colabilità e produzione

La ghisa presenta generalmente una migliore colabilità. La sua fluidità permette di riempire efficacemente gli stampi e ottenere componenti complessi con costi produttivi competitivi.

L’acciaio può essere colato, ma viene spesso trasformato anche attraverso laminazione, forgiatura, estrusione e altri processi di deformazione plastica.

Confronto tra acciaio e ghisa con applicazioni tipiche, vantaggi e criteri di sceltaConfronto tra acciaio e ghisa con applicazioni tipiche, vantaggi e criteri di scelta

Lavorabilità

La lavorabilità della ghisa dipende da alcuni fattori, tra cui la presenza di grafite. La ghisa grigia presenta spesso una buona lavorabilità alle macchine utensili, proprio per la presenza di grafite. Alcune ghise dure, come la ghisa bianca, sono invece difficili da lavorare.

D'altra parte, la lavorabilità dell’acciaio varia notevolmente in funzione della quantità di carbonio presente e del trattamento termico a cui viene sottoposto. 

 

Saldabilità

In generale, l’acciaio è più facilmente saldabile della ghisa, soprattutto quando contiene una quantità limitata di carbonio.

La saldatura della ghisa richiede maggiori precauzioni, materiali d’apporto specifici e un controllo accurato delle temperature. Il rischio è la formazione di cricche causate dalla fragilità del materiale e dalle tensioni termiche.

 

Comportamento alle vibrazioni

La ghisa grigia possiede un’elevata capacità di smorzare le vibrazioni. Per questo viene utilizzata nei basamenti di macchine utensili e nelle strutture in cui è necessario limitare oscillazioni e rumorosità.

L’acciaio presenta generalmente una capacità di smorzamento inferiore, ma può garantire una maggiore resistenza alle sollecitazioni dinamiche e agli urti.

 

Applicazioni

L’acciaio viene preferito quando sono richieste resistenza strutturale, duttilità, saldabilità o capacità di sostenere carichi dinamici.

La ghisa viene frequentemente scelta per componenti prodotti mediante fusione, geometrie complesse, basamenti, corpi macchina e applicazioni che richiedono smorzamento delle vibrazioni, resistenza alla compressione o specifiche caratteristiche di usura.

Per ogni scopo viene scelta la tipologia di materiale più adatta.

Acciaio e ghisa nei processi di sabbiatura e granigliatura

Nella sabbiatura industriale è importante distinguere tra il materiale del componente da trattare e il materiale abrasivo.

Ghisa e acciaio possono essere granigliati per rimuovere sabbia, calamina, ossidi, ruggine, vernici e altri residui superficiali.

Il processo deve essere configurato considerando la durezza del componente, la geometria, lo spessore delle pareti, il grado di pulizia richiesto e il risultato superficiale da ottenere.

Una regolazione troppo aggressiva può aumentare inutilmente l’usura dell’impianto o modificare la superficie del componente. Al contrario, un processo troppo leggero può non garantire la completa rimozione dei contaminanti.

Graniglia in acciaio e graniglia in ghisa: quali differenze?

La distinzione tra acciaio e ghisa riguarda anche gli abrasivi metallici utilizzati nella sabbiatura.

La graniglia in ghisa temprata, o chilled-iron grit, è un abrasivo molto duro e angoloso, indicato per ottenere un’azione di pulizia intensa. Durante l’impiego tende però a fratturarsi e a ridursi progressivamente in particelle più fini, con una conseguente diminuzione della durata operativa, una maggiore produzione di polvere e la necessità di reintegrare più frequentemente l’abrasivo.

La graniglia in acciaio possiede invece una maggiore tenacità.
Durante gli impatti tende a consumarsi e ad arrotondarsi progressivamente, anziché frantumarsi immediatamente.

La sua maggiore durata permette di riutilizzarla per un numero elevato di cicli negli impianti dotati di recupero e ricircolo dell’abrasivo.

Perché la graniglia in acciaio è oggi la soluzione più utilizzata?

Per questa sua resistenza agli impatti, la graniglia in acciaio è soprattutto utilizzata nella granigliatura a turbina perché permette di stabilizzare e allungare la durata del processo. 

Rispetto alla ghisa temprata si frattura più lentamente, produce meno polvere e mantiene più costante la miscela operativa, favorendo risultati superficiali di qualità ripetibili con un minore consumo di abrasivo.

La graniglia in acciaio è disponibile in forma sferica oppure angolosa.

La graniglia sferica produce prevalentemente un’azione di martellamento ed è utilizzata per la pulizia di getti e componenti, la rimozione della sabbia di fonderia, la pallinatura e alcune operazioni di finitura.

La graniglia angolosa esercita invece un’azione più incisiva.
È indicata per eliminare calamina, ruggine e rivestimenti e per creare un profilo superficiale prima dell’applicazione di vernici o altri sistemi protettivi.

Graniglia sferica in acciaio per la pulizia e il trattamento delle superfici metallicheGraniglia sferica in acciaio per la pulizia e il trattamento delle superfici metalliche
Lamiera in acciaio durante il trattamento in un impianto industriale di granigliaturaLamiera in acciaio durante il trattamento in un impianto industriale di granigliatura

Ghisa e acciaio, quale soluzione scegliere?

La principale differenza tra ghisa e acciaio deriva dal contenuto di carbonio e dalla struttura interna della lega.

Anche nel campo degli abrasivi metallici le differenze sono importanti. La graniglia in ghisa temprata offre un’azione aggressiva ma tende a fratturarsi più rapidamente.
La graniglia in acciaio combina invece tenacità, durata e stabilità, caratteristiche che la rendono adatta alla maggior parte dei moderni impianti industriali di granigliatura.

Gli specialisti Winoa possono supportarti nella scelta della graniglia, nell’analisi della miscela operativa e nell’ottimizzazione dei parametri di sabbiatura e granigliatura.

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